Le sculture, le fontane e il Museo del Parco Jalari (Me)

Le sculture, le fontane e il Museo del Parco JalariSui versanti del Monti Peloritani che s’innalzano proprio sopra Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, sorge lo straordinario Parco Museo Jalari, in località Maloto. I suoi 35 ettari di superficie non ospitano soltanto alberi – Eucalipti, Melicucchi, Giuggioli, Pini, Melograni, Pistacchi, ecc. – ma anche migliaia di esempi di arte e folklore: innumerevoli volti arcaici scolpiti nelle rocce, suggestive fontane di pietra e una ricchissima collezione di oggetti e strumenti di lavoro dei secoli passati.
Il Parco Jalari – nome di origine araba che significa “pietra luccicante” – è nato negli anni ‘90 del secolo scorso dalla volontà dei fratelli Salvatore e Mariano Pietrini. Quest’ultimo, docente, commercialista ed artista, scomparso nel 2017, sin dal 1972 avvertì la necessità di raccogliere e conservare gli oggetti e gli strumenti della vita quotidiana e dei mestieri del passato che rischiavano di scomparire. I quindicimila e più reperti da lui collezionati nel corso degli anni – attrezzi agricoli, botti di vino, carrozze, e via dicendo – sono tutti raccolti all’interno delle strutture e delle 42 botteghe che sorgono lungo i viali del parco.
Una trentina di anni fa i due fratelli iniziarono a realizzare il parco su quello che secondo molti era soltanto un terreno arido e impervio, ma che con le opportune trivellazioni per far affiorare l’acqua è diventata una meraviglia di flora e arte. Lontani dai fastidiosi frastuoni delle città e delle strade, ci si può lasciare inebriare da suoni molto più gradevoli e naturali: il gorgoglio delle fontane, il fruscio degli alberi, i versi degli uccelli migratori che sostano nel parco.
Le sculture, le fontane, il Museo del Parco JalariSalvatore Pietrini ha realizzato le architetture delle strutture e dei sentieri che dolcemente si snodano sul versante montuoso, i cui nomi portano la mente del visitatore a riflettere: la “Confusione” (il primo viale), la “Riflessione”, la “Riscoperta dei Valori”, il “Dolore”, l’”Amore”, la “Creatività” fino ai “Sogni” (nome del viale che conclude il percorso). Suo fratello Mariano ha invece realizzato le fontane e scolpito migliaia di volti sulla roccia viva che fiancheggia il percorso. Le facce di pietra hanno uno stile arcaico e un po’ grottesco, e ricordano le maschere d’oro micenee che l’archeologo Schliemann rinvenne all’interno della cosiddetta “Tomba di Agamennone”. La maggior parte di esse presenta gli occhi chiusi, anzi strizzati come per proteggersi dalla luce troppo viva del sole siciliano, e la bocca atteggiata a un sorriso bonario. Di conseguenza quegli innumerevoli volti che riempiono le pareti di roccia lungo i sentieri non danno nessuna sensazione inquietante ai visitatori, ma al contrario si rivelano come accoglienti anfitrioni che rassicurano e forniscono compagnia anche chi percorra i sentieri in solitudine. C’è anche una cappella all’aperto con altare ed immagini religiose scolpite anch’esse nella roccia.
Le sculture, le fontane, il Museo del Parco Jalari“Parlare di Mariano significa voler fermare lo scirocco infuocato della sua terra, si autodefiniva “Figlio del vento“, ciò che pensava, l’attimo successivo diventava realtà visiva. La sua visione creativa era rotativa, dalla pittura tridimensionale a colore su colore, alla scultura, alla cartapesta, ai restauri di opere d’arte, all’allestimento di un Parco-Museo, alla raccolta di quindicimila oggetti dell’etnografia. Tutto ciò che immaginava, realizzava…. Il suo percorso artistico è stato fondato sull’elaborazione di pensieri trasferiti successivamente nell’arte con l’invenzione di tecniche sfruttanti la tecnologia del momento… Ha avuto al suo attivo numerose mostre di pittura, scultura nazionali ed estere, libri già pubblicati… Chi era Mariano? Si può cogliere la sua multiforme creatività visitando il Parco Museo Jalari. Un percorso mistico, filosofico, artistico, energetico, che Egli soleva definire “La montagna parlante, la Piramide di Luce del terzo millennio“, per visitarlo si impiega al primo impatto circa tre ore, ma chi entra in questa stupenda, meravigliosa realtà, ne rimane affascinato per sempre. Il Parco-Museo Jalari è opera di Mariano e del fratello Salvatore, eminente artista, creatore di tutte le architetture del mondo di Jalari. Di solito Mariano, parlando del fratello Salvatore diceva che “comunemente dal niente non si concepisce niente, nelle mani di Salvatore anche il niente diventa opera d’arte”. Ma Jalari è la creazione eccelsa di una famiglia, poiché sono coinvolti in venticinque, figli, nipoti, figli dei figli, ed è una grande scuola creativa e di pensiero, dove ruotano settanta giovani ed è sempre in continua evoluzione….” (dal sito: www.parcojalari.com).
Il Parco Jalari, fondato sui principi dell’agricoltura biologica e della bioarchitettura, è dotato al suo interno di strutture ricettive per agriturismo, pernottamento, ristorazione nonchè di sale convegni per conferenze ed eventi culturali. Dal 2004 al 2007 ha ospitato la manifestazione cinematografica “Jalari in corto” dedicata ai cortometraggi d’autore. Questa nelle prime tre edizioni ha visto in concorso 77 cortometraggi, soprattutto di autori emergenti, e la partecipazione di personaggi dello spettacolo come Nino Frassica, Otello Profazio, Tano Cimarosa e Vanni Ronsisvalle. Da quattordici anni organizza ogni estate il festival di espressioni artistiche “Espressivamente” con mostre, concerti, spettacoli, artisti di strada ed animazioni anche per i più piccoli.
Altre immagini del Parco:

Come raggiungere il Parco Museo Jalari. Dall’autostrada Messina-Palermo (E90) uscire allo svincolo Barcellona Pozzo di Gotto e seguire le indicazioni in direzione San Paolo e poi Maloto.
Avviso: a causa delle disposizioni riguardanti l’attuale emergenza sanitaria le visite al parco potrebbero subire restrizioni e regolamentazioni. Per informazioni su date, orari di apertura, eventi e manifestazioni è on line il sito ufficiale: www.parcojalari.com

Nota. Testo di Ignazio Burgio. Si ringrazia il Parco Museo Jalari per aver concesso l’utilizzo di tutte le foto presenti in questa pagina.





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Tributo alla stupidità dei motori di ricerca. Il mio plugin wp per motori di ricerca mi suggerisce che per indicizzare al meglio questo articolo devo inserire almeno -4- volte la frase chiave “Le sculture, le fontane e il Museo del Parco Jalari”. Dunque al fine di evitare che l’articolo si possa indicizzare male se non si trova la frase Le sculture, le fontane e il Museo del Parco Jalari penso che sia opportuno inserire un certo numero di volte la frase Le sculture, le fontane e il Museo del Parco Jalari all’interno di questo testo. Ma al fine di non banalizzare lo stile di quest’articolo ripetendo fino alla noia la stessa frase, ritengo sia meglio aggiungere alla fine la frase Le sculture, le fontane e il Museo del Parco Jalari nascondendo il tutto alla vista dei pazienti lettori. Spero che in tal modo il mio plugin sia soddisfatto di aver trovato la frase in questione – Le sculture, le fontane e il Museo del Parco Jalari, ovviamente – e non si lagni più. E spero che i lettori non leggano mai questo testo, perchè è perfettamente inutile.