La Festa della Candelora in Sicilia il 2 (o il 3) febbraio

La Festa della Candelora in SiciliaSecondo una certa tradizione la Festa della Candelora, tipica del mese di febbraio, sarebbe stata introdotta alla fine del V secolo da Papa Gelasio (492 – 496). Il fine sarebbe stato quello di contrastare e sopprimere a Roma i tradizionali e ancora vivi riti pagani dei Lupercali con le relative fiaccolate notturne. Ma secondo altri studiosi le prime notizie storiche su questa festa risalgono alla fine del IV secolo d. C. a Gerusalemme. Lì annualmente si svolgeva una processione per ricordare la presentazione di Gesù al Tempio (come ricordato nei Vangeli e prescritto dalla legge ebraica) o la purificazione della Vergine Maria, quaranta giorni dopo il parto. Tale festa cristiana aveva tuttavia luogo il 14 febbraio, poiché all’epoca il Natale era festeggiato il giorno dell’Epifania. Nel 542 l’imperatore Giustiniano la introdusse a Costantinopoli spostandola tuttavia al 2 febbraio e chiamandola Ipapante (‛Υπαπαντή), cioè “incontro” in greco antico, per commemorare l’incontro con Simeone al Tempio, come narrato nel Vangelo di Luca. In epoca medievale a Roma sin dal tempo di Papa Sergio I (687 – 701) la Festa della Candelora, anche se chiamata “Giorno di Simeone”, entrò a far parte delle celebrazioni dedicate alla Madonna. Consistevano in processioni notturne con candele, di cui ne viene attestata la benedizione a partire dal X secolo.
In realtà la festa cristiana della Candelora sicuramente prese il posto di riti pagani molto antichi, anche se non dell’antica festa dei Lupercali (che aveva luogo il 15 febbraio). La data del 2 febbraio cade – giorno più giorno meno – a metà del periodo che intercorre tra il solstizio invernale, intorno al 21 o 22 dicembre, e l’equinozio di primavera. Per molti antichi popoli, non solo italici, ma anche europei e del Mediterraneo, era una data importante perché preannunciava l’imminente arrivo della bella stagione. Dunque era necessario preparare gli attrezzi per i lavori agricoli primaverili, o le barche nel caso di naviganti e pescatori. Non a caso l’inizio di febbraio è il periodo in cui le giornate sembrano visibilmente più lunghe rispetto a quelle più brevi del mese precedente, ed anche la fisiologia di persone e animali (come dimostrato dalla medicina) comincia a rispondere più positivamente. Le candele e le fiamme esprimono dunque simbolicamente, sin dai tempi più antichi, una sorta di preannuncio della vicina “vittoria della luce” sulle tenebre notturne (ancora più lunghe delle ore diurne in questo periodo dell’anno) e sui rigori della cattiva stagione.
In molte parti d’Europa e d’Italia il 2 febbraio si svolgono dunque celebrazioni e processioni religiose in occasione della Festa delle Candele o Candelora, generalmente dedicate alla Vergine Maria. E ovviamente anche in Sicilia non mancano località dove si svolgono festeggiamenti.
A Castroreale, in provincia di Messina, oltre alla benedizione delle candele si svolge una processione solenne dalla Chiesa della Candelora alla Chiesa Madre, e viceversa. A Cefalù (Pa) si svolge una processione serale con le candele accese che parte dalla Chiesa Artigianelli dei Padri Giuseppini del Murialdo. Nel corso della celebrazione vengono anche benedetti tutti i bambini. Anche a Marianopoli, in provincia di Caltanissetta, la Festa della Candelora è molto sentita così come la tradizionale benedizione delle candele.
Sempre il 2 febbraio a Serro, una frazione di Villafranca Tirrena (Me) si festeggia la protettrice Maria SS. della Candelora. In quest’occasione vengono benedette le candele e la statua della Madonna viene portata in processione. Anche a Sciacca (Ag) il giorno della Candelora è la festa della patrona, sempre la Madonna chiaramente, ma con l’appellativo di Maria SS. del Soccorso (festeggiata anche il 15 agosto). Secondo la tradizione, il 2 febbraio del 1626 nel corso di una processione mariana da parte degli abitanti di Sciacca che invocavano la fine delle peste, apparve un fulmine a ciel sereno. Si vide allora uscire del fumo dalla base della statua della Madonna e in quel momento tutti i malati in città vennero guariti. Per ricordare questo evento miracoloso, il primo giorno di febbraio a Sciacca si digiuna e si svolgono processioni a piedi scalzi. Il giorno successivo, quello della Candelora, un centinaio di marinai scalzi portano a spalla la pesante statua della Madonna del Soccorso, risalente al 1503, custodita nel Duomo della città. Nel corso dei festeggiamenti si svolge anche il rito della “Fumata”, ovvero viene bruciata una gran quantità d’incenso per rievocare il miracoloso fumo del 1626 e la conseguente liberazione dalla peste.
Come molti sanno, la Candelora viene festeggiata anche a Catania, ma il giorno dopo, il 3 febbraio. Essa infatti è stata assimilata all’interno delle celebrazioni per la festa della santa patrona, Sant’Agata, il 4 e il 5 febbraio. La solenne processione dei tredici alti e pesanti ceri o candelore, racchiusi all’interno di strutture di legno artisticamente decorate, inaugura la sera del 3 i tre giorni di festività agatine. Nei quindici giorni precedenti tuttavia, molte delle candelore transitano per il centro storico della città per benedire (dietro congrua offerta) gli esercizi commerciali che ne fanno richiesta.

Fonti di riferimento:

Egidio Caspani, Raffaele Corso, Candelora, in: www.treccani.it

F. Maurici, V. F. Polcaro, A. Scuderi, Civiltà del sole in Sicilia, Kalòs Editore.

Festa della Madonna del Soccorso a Sciacca, in:
https://www.siciliainfesta.com/feste/festa_della_madonna_del_soccorso_sciacca.htm

Testo di Ignazio Burgio. La foto della Candelora a Catania è di Giancarlo Burgio.



La Festa della Candelora in Sicilia




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